Freelance si nasce o si diventa?

Un po’ entrambe le cose: certo, bisogna partire con una dose minima di indipendenza e desiderio di autonomia, altrimenti il coraggio di lanciarsi da soli non arriva mai.

Io sono cresciuta in una famiglia di lavoratori dipendenti, e quando ascoltarono per la prima volta le mie parole “ Io non farò mai un lavoro dipendente” ci rimasero davvero male.

Ma com’è la vita di chi lavora in proprio?

Posso raccontarti che sono quindici anni che faccio fatture, e produrre una fattura è un atto di sintetica  creatività  perché quando inizi a fatturare ti cambia la vita e la  percezione che hai di te del tuo tempo e del tuo valore.

Mettersi in proprio  coinvolge  la tua identità, ti aiuta a  rafforzare l’ autostima, trasformandoti  in regina di cuori, dove amministri gli obiettivi ascoltando sempre i valori che ti tengono ben fissata alle tue radici.

E’ così!  Quest’anno ho  già accompagnato diverse donne nel percorso del loro ricominciare, sono stata testimone ( e diciamolo anche la loro coach) della rinascita e trasformazione oggi in  #womanboss e in piccole imprese al femminile.

Abbiamo sempre riniziato dai desideri magari della bambina che era rimasta disillusa e poco ascoltata,  lei ricordava bene cosa le piacesse e  seguendola  abbiamo infilato  una perla dopo l’altra, e la collana della free-lance ha visto presto la luce.

Quando fai il “salto” di non dipendere  diventi la migliore versione  di te stessa, perché riesci a crescere ed a  evolverti man mano che il tuo lavoro cresce, e tu ti espandi con esso.

 

COSA  CHE IMPARI QUANDO  TU SEI  IL TUO  CAPO ?

In questo ultimo periodo mi sto dedicando allo studio delle donne che ce l’hanno fatta; ad esempio ho scoperto che Ninetta Bartoli è stato il primo sindaco d’Italia, che la prima scuola guida fu fondata da una giovane mondina,  ma  mentre  studio e leggo appunti mi chiedo: come mai  tutte queste ricerche super interessanti non ci appartengono ?

Come mai non abbiamo  niente in memoria? Abbiamo perso i files?

Perché non ci hanno   raccontato le difficoltà o i benefici i risultati del lavoro di queste donne?

Perché se incontriamo in ascensore il povero Mike Buongiorno che ci chiede il nome di 10 imprenditrici italiane iniziamo a balbettare ed immaginare una sfilza di nomi che inizia sempre per  Steve Jobs e Bill Gates?

Nelle mie ricerche ho trovato pochi libri storici, che parlano di Luisa Spagnoli, Max Mara, La Perla (giusto per fare qualche nome),  invece mi sono  imbattuta in una sorpresa moderna,  un libro : Appassionate   scritto da una donna  in rinascita che ti fa venire i brividi mentre racconta la storia attuale di  10  imprenditrici donne che hanno messo le gambe ai sogni e stanno continuando a salire le scale!

Nelle donne in rinascita i racconti che si ascoltano sono  spesso di meraviglia, c’è chi ci ha raccontato di essere rimasta stupita da quante e quali cose era in grado di fare, che prima non avrebbe mai pensato.
Chi ha provato la sensazione di poter sbagliare e di essere libera di scegliere di cadere, di rialzarsi, di riniziare da capo, di fermarsi, di prendere delle decisioni d’intuito e sopratutto di non sentirsi mai sole, perché ricche e piene di una meta : il proprio scopo!

Sì, si deve esser sentita così anche Joe Mangano quando  nel 1990 la sua vita cambiò completamente e diventò stramilionaria grazie all’invenzione del Miracle Mop, meglio conosciuto in Italia come mocio, ovvero lo straccio per pavimenti provvisto di secchio, dove si può strizzare il panno senza bagnarsi le mani.
La sua azienda incassa oggi, all’anno più di 10 milioni di dollari, alla sua prima uscita commerciale decise di raccontare personalmente i benefici del suo progetto, e lo fece naturalmente perché da mamma  single di tre figli sapeva bene di cosa stava parlando, il suo non era solo un prodotto ma un’idea pratica di come risolvere i problemi quotidiani.

Ecco, la vita dell’imprenditoria si basa sulla tua quotidianità, su quello che vuoi risolvere, su quello che vuoi vedere realizzato nel mondo (seppur  la tua piccola porzione di mondo), e fidati siccome sei una creatrice inizierai a rispettarti sempre di più perché hai un’idea da custodire.

 

LE TRE DIFFICOLTA’ DA SUPERARE IN UN LAVORO IN PROPRIO

Ora giustamente starai pensando: ma è tutto oro quello che luccica?

No, non è tutto oro in ogni decisione c’è una contropartita, ci sono delle difficoltà da affrontare per chi si mette in proprio.

Non nascondo che ci sono delle abilità da affinare per vivere felicemente il proprio lavoro autonomo : devi imparare il  time managment e la gestione finanziaria.

Ok la tua idea è bella, ti sprona ti fa crescere ma non ti deve risucchiare, devi gestire un equilibrio tra le tue sfere, sennò rischi d’implodere, il tempo è l’unica risorsa limitata della tua vita.
Non fare quella faccia; tu pensavi fossero i soldi, vero?
Pensi che diventare imprenditrice significhi vincere o perdere denaro?

No, significa risolvere un problema  specifico applicando  la legge del “minimo con il massimo” e non applicando la funzione matematica “do  il massimo raccolgo il massimo”.

Sì, devi imparare a gestire tempo ed economia costruendo dei bilanci (è un argomento ampissimo ma te ne parlerò approfonditamente e tu diventerai una veliera esperta!)

Non ti scoraggiare, questi problemi da gestire nella tua vita da free-lance sono risolvibili e divertenti perché possono metterti in moto nuove idee, farti incontrare nuove persone e magari anche a scoprire nuove compagne di viaggio.

Ad esempio puoi conoscere nuove donne professioniste e fare networking e chiedere loro come hanno fatto, se vuoi entrare nel mio gruppo clicca qui e farai parte di un gruppetto di donne che si stanno #reinventando per diventare #womanboss.

Nel frattempo, raccontami un po’ di te : quali sono per te le meravigliose libertà dell’essere il capo di te stessa?
E quali sono le difficoltà che incontri più spesso, le cose su cui ti piacerebbe leggere consigli e suggerimenti in questo spazio? Aspetto il tuo contributo nei commenti!

 

 

 

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