ROUTINE NON SIGNIFICA NOIA 

Quando mi occupavo di brand management, ero felice di vivere alla giornata.

Mi entusiasmava l’idea che ogni giorno potesse essere diverso, non strutturato, e mi ero costruita una vita quotidiana che rispecchiava la mia avversione per l’organizzazione

Ero felice di svegliarmi alle 9 di mattina; di distribuire il mio lavoro come e quando volevo e di essermi creata un lavoro che mi permettesse di farlo.

La parola abitudini mi faceva rabbrividire.

Per me l’abitudine era sinonimo di noia, restrizione e demotivazione.

Quindi, cara aspirante womanboss, se la parola abitudine fa rabbrividire anche te; non preoccuparti, ti capisco!

Per me era proprio difficile concepire l’abitudine come una cosa positiva.

Adesso invece vivo una vita fatta “di abitudini” (anzi rituali) e non solo non sono morta di noia, ma ne sono super entusiasta!

Come sono passata da convinta sostenitrice dell’improvvisazione a fan sfegatata della routine?

Già ti ho parlato la settimana scorsa di come sono passata dal multitasking al monotasking imparando a rallentare e a essere pienamente nel momento presente; ma soprattutto, imparando a distinguere l’importante dall’urgente.

Durante questo percorso sono diventata una sostenitrice della routine, perché mi sono accorta che non seguire una struttura nelle mie giornate mi dava un’illusione di libertà ma non mi permetteva di trovare il tempo per le cose
“importanti” per me, e mi faceva sempre dare la priorità alle cose urgenti.

Naturalmente non mi sono svegliata una mattina illuminata sulla via di Damasco, al contrario.

Non è stato un percorso facile e lineare, ma più lo percorrevo e più mi rendevo conto che le abitudini sono essenziali per l’autorealizzazione.

Alcuni libri sono stati dei punti di svolta per me in questo percorso.

Il primo è Rituali quotidiani.

Questo libro è fantastico perché descrive le abitudini di 150 artisti e creativi di successo.

Leggendolo ho scoperto che Stephen King ha l’abitudine di scrivere 2000 parole al giorno, o che Schubert si sedeva alla scrivania alle sei del mattino in punto per comporre fino all’una.

Wow, che cambio di prospettiva!

La mia idea che l’abitudine inibisse la creatività era solo un preconcetto quindi!

Grazie a questo libro ho scoperto quanti artisti avevano mantenuto vivo il fuoco della loro creatività, non “nonostante” l’abitudine ma grazie ad essa!

E’ stato un cambio di prospettiva talmente radicale che ho deciso di provarci anche io.

 

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Aiutata anche da un altro libro, Miracle Morning, che descrive i benefici delle “ore del mattino”, iniziai a svegliarmi alle 4.45!

Fino alle 6.30, mi dedicavo allo studio, alla meditazione, alla progettazione di quello che mi avrebbe poi portato al cambiamento.

Solo dopo mi mettevo al lavoro (il pisolino pomeridiano, comunque, ci stava tutto!).

Alla fine, questo tempo quotidiano ha fatto veramente la differenza nella rivoluzione della mia vita.

Ora ho delle abitudini diverse, ma ho conservato quella di svegliarmi molto presto per dedicarmi alle cose più importanti per me.

 

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RISERVARE UNO SPAZIO PER L’AUTOREALIZZAZIONE 

Se ti trovi nella situazione di dover cambiare lavoro, o volerti mettere in proprio, mantenendo il tuo attuale lavoro in parallelo, anche tu ti trovi una situazione in cui devi portare avanti “due anime” di te stessa nella stessa giornata.

Per me l’unico modo che ha funzionato è stato il fatto di creare una routine che supporti l’autorealizzazione con delle abitudini focalizzate che si ripetevano di giorno in giorno, e ho trovato che per me il tempo migliore per coltivare me stessa è al mattino.

Come puoi fare per passare da una vita “a stile libero” a una vita strutturata?

Per prima cosa ti consiglio di conoscere il tuo bioritmo.

Fai attenzione a quando sei stanca, quando hai sonno, quando hai più o meno energia.

Insomma scopri quali sono le tue ore produttive, e cerca di liberarle in modo da poterle utilizzare per fare le cose che ti stanno più a cuore!

Sarebbe un peccato sprecare le tue ore di maggiore creatività lavando i piatti e buttando la spazzatura, no?

In secondo luogo, ti consiglio di fare questa riflessione: se ti ritagli due ore al giorno, quante ore sono in un anno?

Mettiamo che hai due ore tutti i giorni dal lunedì al sabato.

Si tratta di 12 ore alla settimana; in un anno sono 576 ore.

E’ importante fare i conti per capire che non si tratta di “scarti di tempo”, ma di tempo che ti può cambiare la vita.

E’ facile trascurare il momento quotidiano dedicato alla tua realizzazione e farlo passare in secondo piano con la scusa che “tanto non fa la differenza”.

Se fai la somma, la differenza c’è eccome!

Vedere la prospettiva annuale ti può aiutare nelle giornate di demotivazione e deconcentrazione.

Fatto?

Bene, in questo tempo quotidiano, ti consiglio di iniziare e finire un compito, anche minuscolo purché sia completo.

Ti aiuterà a progredire e ti incoraggerà vedere che hai fatto dei progressi.

Questi “microbiettivi” ripetuti nel tempo ti danno la possibilità di raggiungere gli obiettivi grandi, quelli che ti cambiano la vita.

Se ogni giorno infatti scrivi 1 pagina del tuo libro, dopo un anno troverai che ne hai scritte 365.

Ne vale la pena no? 🙂

Non dimenticare inoltre di creare un’atmosfera confortevole durante le tue “ore dell’autorealizzazione”.

Metti della bella musica, incenso, munisciti di una tazza calda di tè.

Se hai difficoltà a concentrarti puoi utilizzare la tecnica del Pomodoro, che ti consente di mettere un timer per 25 minuti in cui ti dedichi intensamente a un compito.

Il mio consiglio spassionato è anche quello di dedicare tempo alla consapevolezza e alla meditazione quando ti avventuri nel tuo “spazio dell’autorealizzazione”.

So che può non essere la passione di tutti, ma ho visto davvero la differenza nella mia vita da quando ho iniziato a dedicare i primi minuti della mia giornata alla chiarezza mentale, come ti racconto spesso su questo blog.

Non posso che raccomandarlo a tutte!

Dopo aver coltivato la presenza mentale, ti sarà molto più facile e naturale dedicarsi allo studio, alla lettura, o alla creatività, e i risultati saranno maggiori!

Provare per credere!

 

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IL SUCCESSO E’ IL PRODOTTO DELLE ABITUDINI 

Per concludere, nel mio percorso ho imparato che il successo è il prodotto delle abitudini, anche quando si parla di creatività e autorealizzazione.

Adottare questa prospettiva mi ha talmente rivoluzionato la vita, che cerco di trasmetterla alle donne che aiuto nei loro progetti sin dai nostri primi incontri.

Può essere difficile cercare di abbandonare l’improvvisazione

Ma non scoraggiarti!

Se ce l’ho fatta io, possono farcela tutti.

Ma soprattutto, vale la pena tentare perché la posta in gioco è alta

Rinunciare alle cose importanti e lasciare che quelle urgenti si prendano tutto lo spazio è uno spreco di energia, creatività e cose belle. 

Se vuoi uno strumento in più che ti aiuti a creare una routine di supporto alla tua autorealizzazione, ti consiglio di seguire la mia newsletter; ho in mente un regalo di natale per te dove impararai a fare revisione e planning delle tue abitudini 🙂

 

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