Il bilancio : è ora di fare i conti.

Il bilancio di fine anno è formato da due aspetti, uno emotivo (che ti ho raccontato nella prima parte di questo articolo ) e l’altro razionale, di cui parleremo tra poco. E per riuscire a farlo bene bisogna mantenere in equilibrio le due C.

Cosa sono le due C?

La prima è quella delle Considerazioni (aka emozioni).

Ricordi? Ti avevo raccontato come affronto questo aspetto anche grazie alle mie “fuitine”: mi organizzo dei momenti di ritiro in posti belli, accompagnata dalle mie valigie piene di necessaire. Così posso chiedermi in tutta calma se sono felice del mio percorso e della meta che sto cercando di raggiungere.

La seconda C è tutta dedicata al cuore. Sì, ma a quale? Quello dei CONTEGGI! (sì, lo so che ti aspettavi altro… ma anche i conteggi hanno un cuore!).

Non fare quella faccia. Ti spiego: è un sistema che funziona da vero salvavita per il tuo business. Pensaci un attimo: quando piove e ci sono tuoni e fulmini, puoi comunque avere la certezza che gli elettrodomestici in casa non ti andranno in corto. Per questo anche durante un brutto temporale puoi goderti la tua serie preferita su Netflix. Bene, questo sistema è il salvavita del tuo business.

I “Conteggi del Cuoremisurano quello che ti sta succedendo. Ad esempio, tra le mille cose, puoi monitorare il livello attuale delle tue energie. Oppure puoi accorgerti se stai dando tanto senza ricevere abbastanza nel tuo lavoro. “Loro” ti possono salvare!

Ci vuole consapevolezza per restare in equilibrio e nel linguaggio del business in questo caso si ricorre ai cosiddetti KPI (Key Performance Indicator), ossia Indicatori Chiave di Prestazione.

I “signori KPI” devono  essere quantificabili e misurabili, perché  devono permetterti di analizzare con precisione i progressi fatti verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi. Quindi, prima di fare il bilancio è necessario stabilire un “obiettivo precisetti” (io lo chiamo scherzosamente così).

Ti faccio un esempio. A Gennaio 2016 avevo stabilito di voler raggiungere i 1.000 follower attivi entro un anno. Era un obiettivo ambizioso, ma ce l’ho messa tutta e ci sono riuscita.

Ecco: 1.000 follower attivi, cosa significa? Come misurarli? Cosa succede?

Una cosa alla volta.

Pormi l’obiettivo dei “1.000 follower attivi” significava per me capire se i miei post potevano davvero essere uno strumento di incoraggiamento e sostegno per quelle donne intenzionate a cambiare vita dedicandosi alla costruzione del proprio lavoro in proprio.

Ma come misurare questa mia intenzione?
Come capire se 1.000 bellissime donne potevano essere interessate alla mia visione?

La parte istintiva (diciamocelo: quella godereccia!) ne era sicura, viste le mail che ricevo ogni giorno, i regali e i rapporti meravigliosi a livello umano che ho costruito nel tempo. Ma era necessario vedere le cose dal punto di vista di un “obiettivo precisetti”. Ed è quello che ho fatto. Come?

La risposta è semplice (ma non così scontata). Basta prendere confidenza con gli strumenti statistici dei social che usi: è proprio lì il fulcro dei “Conteggi del Cuore” .

Facciamo i conti delle mie KPI (Key Performance Indicator) per il 2016

Ad oggi alla mia newsletter sono iscritte 2.300 donne, ma visto che in questo caso il compito investigativo alla “Miss Marple” era quello di scoprire quali di loro fossero veramente interessate, ho interrogato il mio servizio mail (getresponse). Così ho scoperto che la media di lettura della newsletter è del 53%.
Trionfo! Mi merito una scorta di tè cinese: 1.150 donne mi hanno fatto spazio nella loro casella email per un anno intero e mi hanno seguita. Obiettivo raggiunto, anzi, superato! (A proposito, se vuoi unirti a loro e leggere ogni lunedì la newsletter Lunario & Business puoi iscriverti qui ).

Ma un analisi completa deve andare oltre. Anche perché, nel mio caso, non utilizzo solo la newsletter per tenermi in contatto con i miei follower. Quindi, sono passata ad esaminare un altro indicatore molto popolare: i famosi dati “Insight“, che in questo caso riguardano la mia Pagina Facebook.

Il mondo di Facebook è articolato, perché le pagine aziendali se non sponsorizzate (quindi se non alimentate con i soldini) vengono, per un regola di zio Mark Zuckerberg, parzialmente “oscurate”. Ciò significa che se non pago i miei post non raggiungono tutte le donne che hanno messo il “Mi piace” alla Pagina Aziendale. Magari volevano seguirmi per leggermi ed emozionarsi insieme a me e invece no, per una parte di loro il post scompare nel nulla!

Ad esempio, io adoro Zelda  e ogni mattina mi devo ricordare di mettere sul motore di ricerca il nome della sua Pagina per leggere tutte le sue dolcissime novità. Purtroppo c’è poco da fare: la regola è che se non paghi non tutti ti vedono (che stress!).

Ma torniamo alla famosa analisi per il bilancio annuale relativo al 2016. Io non sponsorizzo i miei post sulla Pagina Facebook, o meglio lo faccio solo parzialmente. Il mio KPI infatti mi dice che su una pagina di 1.500 Fan (yeah, volevo raggiungerne 1.000 in anno) la media delle persone che legge i miei post è di 500 se non investo in pubblicità.

Quindi il colonnello KPI me lo ricorda e mi tira le orecchie: “Hey tu, ma non volevi condividere i tuoi post con almeno 1.000 donne attive?”. “Ha perfettamente ragione colonnello, ma per il 2017 prevedo di ricorrere ad azioni correttive!”.

Ecco: a questo serve misurare. A preservare il tuo desiderio, a non offenderti se credevi che il tuo biz stesse andando in una data direzione (e invece non lo fa). Ti serve ad ancorarti alla realtà delle cose. A non perdere la direzione giusta. Ed in questo, ti salva la vita.

Ad esempio, non sarò certo io a cambiare le regole commerciali di Facebook. Quindi la mia azione correttiva sarà quella di prevedere un budget (da quantificare in base ad un’analisi che farò nei prossimi giorni) riservato alla promozione della mia Pagina Facebook e di aprire anche una nuova “finestra” social, quella su Instagram.

Restando in termini più generici, occorre dire che i famosi KPI sono applicabili ad ogni settore del proprio business, non esclusivamente al web e alla comunicazione digitale.

Il gioco è: all’inizio definisci il tuo obiettivo e poi misuri i risultati. I conti tornano? Nel caso la risposta sia no, bisogna ragionare sul perché ed introdurre delle azioni correttive.

Potremmo immaginare i KPI  come una pattuglia di colonnelli precisetti”, perché sono: Specifici, Misurabili, Raggiungibili (in quanto realistici) Rilevanti (in quanto fanno riferimento direttamente alle metriche) e Collegati al tempo (perché vengono definiti in un ambito temporale). Definire i KPI diventa quindi stra-importante rispetto al viaggio che vuoi percorrere con il tuo biz.

In questi giorno sto terminando di raccogliere tutti i miei “numeri” (aka KPI) dell’anno che sta per finire: mi servono per preparare il bagaglio per la partenza del 2017. E se vuoi scoprire come mi preparo, come mi prendo cura di me e come ricarico le mie pile puoi leggere qui (link). Troverai una serie di esercizi: sono sicura che saranno utili anche a te!

 

Se vuoi definire insieme a me i tuoi indicatori e parlarne insieme ti aspetto nei Commenti. Ti risponderò nel giro di poche ore.

 

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